← Tutti gli articoli

Metodi di pagamento ecommerce: quali offrire nel 2026, quanto costano e come sceglierli

· 13 min di lettura · Pagamenti

Risposta breve: Per un ecommerce in Italia il minimo indispensabile è il pagamento con carta (con Apple Pay e Google Pay, che passano dallo stesso circuito), affiancato da PayPal, che molti clienti italiani usano per abitudine. Poi, a seconda del tuo pubblico, puoi aggiungere bonifico, contrassegno, Satispay o il pagamento a rate. Ogni metodo ha una commissione diversa: su un ordine da 60 € la differenza tra il fornitore più economico e il più caro può essere di oltre un euro. Prima di attivarli tutti, scegli pochi metodi chiari e confronta i listini ufficiali. E per non pagare una seconda commissione sopra quella del fornitore, scegli una piattaforma che non trattiene commissioni sulle vendite.

Quali metodi di pagamento offrire in un ecommerce?

Non esiste un elenco valido per tutti, ma per un negozio che vende a consumatori in Italia la base è questa:

  • Carte di credito e di debito (Visa, Mastercard, spesso American Express), incluse le carte prepagate come Postepay. È il metodo che non può mancare.
  • Wallet digitali: Apple Pay e Google Pay. Per te funzionano come una carta, per il cliente sono un tocco sul telefono.
  • PayPal: molto diffuso tra chi non vuole inserire i dati della carta su un sito che non conosce.
  • Bonifico bancario: utile per ordini di valore alto o per clienti business, ma rallenta la spedizione finché il denaro non arriva.
  • Contrassegno: il cliente paga al corriere alla consegna. Ancora richiesto in alcuni settori e da una parte del pubblico meno abituata a pagare online.
  • Satispay: app di pagamento italiana, diffusa soprattutto per importi piccoli.
  • Pagamento a rate (per esempio Klarna o Scalapay): il cliente divide l'importo, tu ricevi l'intero prezzo dal fornitore, che si prende il rischio e una commissione più alta.

Non servono tutti dal primo giorno. Ogni metodo in più è un contratto in più, un estratto conto in più da riconciliare e un'opzione in più che il cliente deve leggere al checkout.

Gateway di pagamento, POS virtuale, PSP: che differenza c'è?

Sono parole che si sovrappongono. Il POS virtuale è il servizio che ti permette di accettare carte online, come il POS fisico in negozio. Il gateway di pagamento è la parte tecnica che collega il checkout del tuo sito al circuito: riceve i dati della carta su una pagina sicura, chiede l'autenticazione al cliente e ti restituisce l'esito. Il PSP (payment service provider) è l'azienda che ti offre tutto il pacchetto: contratto, gateway e accredito dei soldi sul tuo conto.

In pratica hai due strade:

  1. Un fornitore internazionale come Stripe: ti registri online, il contratto è standard e le tariffe sono pubbliche, senza canone.
  2. Un gateway italiano, di solito legato a una banca o a un acquirer come Nexi: spesso c'è un canone mensile, ma la commissione percentuale può essere più bassa e l'accredito arriva sul conto che già usi.

Il "miglior gateway di pagamento" dipende dal tuo volume: con pochi ordini al mese un canone fisso pesa molto, con volumi alti conta di più la percentuale.

Quanto costano i principali metodi di pagamento?

Ecco cosa dicono i listini ufficiali letti il 23 ottobre 2026 (prezzi IVA esclusa dove indicato dal fornitore):

  • Stripe, carte standard SEE — Canone: nessuno; Commissione per transazione: 1,5% + 0,25 €
  • Stripe, carte premium SEE — Canone: nessuno; Commissione per transazione: 2,8% + 0,25 €
  • Stripe, carte internazionali — Canone: nessuno; Commissione per transazione: 3,15% + 0,25 €
  • Nexi XPay Easy, carte consumer Visa/Mastercard — Canone: 5,90 € al mese; Commissione per transazione: da 1,30% + 0,35 €
  • PayPal, tariffa standard transazioni commerciali — Canone: nessuno; Commissione per transazione: 3,40% + 0,35 €
  • PayPal, pagamento con carta senza conto PayPal — Canone: nessuno; Commissione per transazione: 1,20% + 0,35 €
  • Klarna tramite Stripe — Canone: nessuno; Commissione per transazione: da 4,99% + 0,40 €

Alcuni dettagli che contano:

  • Su Stripe, se il cliente paga in una valuta che va convertita, si aggiunge il 2%. Ogni contestazione (chargeback) costa 20 €.
  • Su Nexi XPay Easy l'accredito avviene in un giorno lavorativo e non ci sono costi di attivazione né di chiusura; serve però un contratto e l'accettazione da parte di Nexi.
  • Su PayPal i pagamenti da clienti dello Spazio economico europeo non hanno sovrapprezzo internazionale; da clienti del Regno Unito si aggiunge l'1,29%, dal resto del mondo l'1,99%.
  • Satispay dichiara di non avere costi fissi mensili; per l'ecommerce rimanda alle condizioni standard previste per il tipo di negozio, senza indicare la percentuale sulla pagina. Chiedila prima di attivarlo.

Un esempio di calcolo (ipotesi, non dati di un negozio reale): ordine da 60 € pagato con una carta standard europea.

  • Stripe: 1,5% di 60 € = 0,90 € + 0,25 € = 1,15 €
  • Nexi XPay Easy: 1,30% di 60 € = 0,78 € + 0,35 € = 1,13 €, più il canone di 5,90 € al mese da dividere sugli ordini
  • PayPal, tariffa standard: 3,40% di 60 € = 2,04 € + 0,35 € = 2,39 €

Con 50 ordini al mese il canone Nexi aggiunge circa 0,12 € a ordine; con 10 ordini, circa 0,59 €. Ecco perché il volume decide la scelta. Per mettere questa voce accanto a tutte le altre spese del negozio, trovi lo schema completo nell'articolo su quanto costa aprire un ecommerce.

Contrassegno: quando conviene ancora

Il contrassegno rassicura chi non si fida a pagare in anticipo, ma per te ha tre costi nascosti: il supplemento del corriere per l'incasso, i tempi di rimessa del denaro e soprattutto i pacchi rifiutati, che paghi due volte (andata e ritorno) senza incassare nulla. Se lo offri:

  • verifica con il corriere costo, importo massimo e tempi di rimessa;
  • scrivi chiaramente nella pagina delle spedizioni se e per quali ordini il contrassegno è disponibile;
  • limita il contrassegno ai prodotti e agli importi dove i rifiuti sono rari.

Come scegliere il corriere e gestire giacenze e resi lo trovi nella guida alle spedizioni ecommerce.

Regole da rispettare al checkout

Due regole europee valgono per qualunque metodo tu scelga:

  • Niente sovrapprezzo sulle carte. Secondo Your Europe, il venditore non può addebitare commissioni aggiuntive al cliente per l'uso di una carta, né in negozio né online. La commissione del fornitore è un tuo costo e va considerata nel prezzo.
  • Autenticazione forte. Per i pagamenti online sopra i 30 € il cliente deve confermare con almeno due elementi (per esempio app della banca e impronta). Per questo il pagamento con carta passa da una pagina 3D Secure: il tuo gateway la gestisce, tu non devi conservare i dati delle carte.

Infine, mostra i metodi di pagamento accettati prima che il cliente arrivi all'ultimo passaggio: nella scheda prodotto o nel carrello, e nelle condizioni di vendita.

Come scegliere il mix giusto

Un percorso pratico per un negozio che parte:

  1. Carte + wallet con un solo fornitore, per coprire la maggior parte dei clienti.
  2. PayPal, se il tuo pubblico è ampio e lo scontrino medio non è troppo basso: la commissione è più alta, ma per alcuni clienti è l'unico metodo che usano volentieri.
  3. Bonifico per ordini importanti e clienti con partita IVA.
  4. Contrassegno, Satispay o rate solo se i tuoi clienti li chiedono: guarda le domande che ricevi e i carrelli abbandonati al passaggio di pagamento.

Dopo tre mesi controlla quanto pesa ogni metodo sul fatturato e quanto ti costa davvero: un metodo usato da pochissimi clienti può non valere il contratto.

Come ti aiuta Favenda

Favenda non trattiene nessuna commissione sulle vendite: paghi l'abbonamento e la commissione del tuo fornitore di pagamento, nient'altro. I clienti pagano con carta sulla pagina 3D Secure del fornitore (Stripe per le vendite internazionali), con bonifico o in contrassegno. Se vendi in più paesi, ogni regione di vendita ha la sua valuta, i suoi metodi di pagamento e le sue tariffe di spedizione. Per ogni ordine vedi il profitto reale, al netto di commissioni e spedizione, così capisci subito quale metodo di pagamento ti costa di più. Hosting, certificato SSL, backup e aggiornamenti sono inclusi. Il piano Store costa 59 $ al mese (IVA esclusa); con il pagamento annuale hai due mesi gratis.

Scopri Favenda →

Domande frequenti

Qual è il metodo di pagamento più economico per un ecommerce?
Dipende dal volume e dalla carta del cliente. Senza canone, Stripe parte da 1,5% + 0,25 € per le carte standard europee; un gateway con canone come Nexi XPay Easy ha una percentuale più bassa ma un costo fisso mensile. Il bonifico non ha commissioni del fornitore, ma rallenta l'evasione dell'ordine.

Posso far pagare al cliente la commissione della carta?
No. Nell'Unione europea il venditore non può applicare un sovrapprezzo per il pagamento con carta, né online né in negozio. Considera la commissione nel prezzo dei prodotti.

Satispay si può usare per un ecommerce?
Sì, Satispay accetta anche negozi online e non ha costi fissi mensili, ma la percentuale per l'ecommerce non è indicata sulla pagina pubblica: chiedila prima di attivarlo e verifica come si collega al tuo checkout.


Fonti: Stripe, "Tariffe"; PayPal, "Tariffe PayPal per le aziende" (aggiornate al 7 settembre 2026); Nexi, "XPay Easy"; Satispay, "Satispay Business"; Your Europe (Commissione europea), "Pagamenti, bonifici e assegni". Dati letti il 23 ottobre 2026; tariffe e condizioni possono cambiare.