Marketing per ecommerce: strategie per far crescere il tuo negozio online, dalle email alle recensioni

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Risposta breve: Il marketing per ecommerce è un insieme di canali che portano clienti al negozio e li fanno tornare: Google e i contenuti per farti trovare, i social per farti conoscere, le email per riportare chi ha già comprato, le recensioni per convincere chi non ti conosce. In un negozio nuovo conviene partire dai canali che costano poco e durano nel tempo, e accendere la pubblicità a pagamento solo quando sai quanto guadagni su ogni ordine. Lungo la strada ci sono tre regole di legge da non dimenticare: consenso per le email promozionali, recensioni autentiche e prezzo più basso degli ultimi 30 giorni accanto a ogni sconto. Parti con il piede giusto su un negozio online che prepara da solo il feed per Google Merchant Center.

Prima delle strategie: il negozio è pronto a vendere?

Il marketing porta visite, ma diventano ordini solo se il negozio non le perde per strada. Controlla:

  • Schede prodotto complete: foto tue, descrizione utile, prezzo, disponibilità e tempi di consegna.
  • Spese di spedizione visibili già nella scheda o nel carrello, non all'ultimo passaggio.
  • Chi sei e come contattarti: ragione sociale, indirizzo, email, condizioni di vendita e di reso facili da trovare.
  • Checkout provato da smartphone, con ogni metodo di pagamento che offri.
  • Analisi attiva (dopo il consenso ai cookie), per sapere da quale canale arrivano i clienti che comprano.

Ogni cliente che lascia il carrello per una sorpresa sui costi è budget di marketing sprecato. Come ridurre il problema lo spieghiamo nella guida sul carrello abbandonato.

Strategie marketing per ecommerce: i canali che costano poco

Google: risultati organici e schede senza costi

Il traffico gratuito più stabile arriva dalla ricerca: pagine di categoria chiare e schede prodotto ricche lavorano per mesi senza costi per clic. Con un account Merchant Center i tuoi prodotti possono comparire gratis nella scheda Shopping e in altri spazi di Google. Feed, attributi ed errori da evitare sono nella guida google shopping come funziona.

Contenuti che rispondono alle domande dei clienti

Guide all'acquisto, confronti, istruzioni d'uso: aiutano il cliente a scegliere, portano visite dalla ricerca e danno materiale per social ed email. Parti dalle domande che ricevi ogni settimana.

Social senza budget

Scegli uno o due canali dove stanno davvero i tuoi clienti e pubblica con regolarità: il prodotto in uso, il dietro le quinte, le foto dei clienti (con il loro permesso). La costanza per mesi conta più di una settimana di post quotidiani.

Email marketing per ecommerce: prima il consenso

La lista email è l'unico canale davvero tuo, e la legge è precisa. L'art. 130 del Codice privacy consente l'invio di comunicazioni promozionali via email, SMS o MMS con il consenso del destinatario.

C'è un'eccezione per chi ha già comprato, il cosiddetto soft spam (art. 130, comma 4): puoi usare l'email che il cliente ti ha dato nel contesto di una vendita per proporre tuoi prodotti analoghi senza chiedere il consenso, a condizione che sia stato informato e non si sia opposto. Va avvisato, sia quando raccogli l'indirizzo sia in ogni email, che può opporsi in qualsiasi momento, in modo semplice e gratuito.

In pratica:

  • una casella di iscrizione alla newsletter non preselezionata, nel checkout e nel sito;
  • nell'informativa, cosa invierai e con che frequenza;
  • un link di disiscrizione che funziona in ogni email;
  • per chi ha comprato senza iscriversi, solo prodotti analoghi a quelli acquistati, mai liste comprate.

Le email che rendono di più sono legate a un momento preciso: benvenuto, richiesta di recensione dopo la consegna, novità della categoria già acquistata.

Recensioni: il marketing più credibile

Chiedi la recensione via email qualche giorno dopo la consegna, quando il prodotto è già stato provato. Il Codice del consumo però fissa dei paletti chiari:

  • se mostri recensioni, devi informare se e come verifichi che vengono da chi ha acquistato o usato il prodotto (art. 22, comma 5-bis);
  • dire che le recensioni sono di clienti veri senza aver preso misure ragionevoli per verificarlo è sempre una pratica ingannevole (art. 23, lett. bb-ter);
  • scrivere o far scrivere recensioni false, o falsi apprezzamenti sui social, è sempre vietato (art. 23, lett. bb-quater).

Quindi niente recensioni comprate e niente cancellazione di quelle critiche. Una risposta educata a una recensione negativa convince più di dieci stelle perfette.

Influencer e collaborazioni: dichiara sempre la pubblicità

Un creator che piace al tuo pubblico può portarti i primi ordini più in fretta della pubblicità; meglio profili piccoli con un pubblico attento e accordi scritti.

Il punto da non sbagliare: se paghi, in denaro o in prodotti, il contenuto deve far capire che è pubblicità. Per il Codice del consumo è un'omissione ingannevole non indicare l'intento commerciale quando non è evidente dal contesto (art. 22, comma 2), ed è sempre ingannevole usare contenuti redazionali pagati dal venditore senza che il consumatore lo possa riconoscere chiaramente (art. 23, lett. m). Il prodotto promosso è il tuo: scrivi l'obbligo di segnalazione nell'accordo e controlla i contenuti prima di pagare.

Sconti e coupon: la regola dei 30 giorni

Coupon di benvenuto, codice per gli iscritti alla newsletter, saldi di stagione: funzionano, ma ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente, cioè il prezzo più basso applicato a tutti i consumatori nei 30 giorni prima dello sconto (art. 17-bis del Codice del consumo).

Esempio (ipotesi, numeri inventati): un prodotto costa 49 € da mesi, ma dieci giorni fa è stato in offerta a 44 € per un weekend. Se oggi annunci uno sconto a 39 €, il prezzo precedente da mostrare è 44 €, non 49 €.

Altre regole dello stesso articolo:

  • per un prodotto in vendita da meno di 30 giorni indichi a quale periodo si riferisce il prezzo precedente;
  • i "prezzi di lancio", seguiti da un annuncio di aumento del prezzo, non rientrano in questa regola;
  • se nella stessa campagna lo sconto cresce senza interruzioni, conta il prezzo prima della prima riduzione.

Chi non rispetta l'articolo rischia una sanzione amministrativa: prima di una promozione, salva i prezzi degli ultimi 30 giorni.

Pubblicità a pagamento: quando ha senso

La pubblicità accelera, ma in un negozio nuovo brucia budget in fretta. Accendila quando puoi rispondere a tre domande: quanto ti resta su un ordine dopo merce, spedizione e commissioni; se il negozio trasforma le visite gratuite in ordini; se hai un'analisi, conforme al consenso cookie, che ti mostra quali campagne portano vendite. Se una risposta manca, resta sui canali gratuiti ancora qualche settimana.

Come aumentare le vendite ecommerce: misura per canale

Tabella indicativa (tempi e costi sono stime generali, non dati di mercato):

  • Ricerca organica e contenuti — Costo: Tempo; Quando vedi risultati: Mesi; Cosa misurare: Ordini dalla ricerca
  • Schede senza costi Google — Costo: Basso; Quando vedi risultati: Settimane; Cosa misurare: Clic e ordini da Google
  • Social organici — Costo: Tempo; Quando vedi risultati: Mesi; Cosa misurare: Ordini, non like
  • Email — Costo: Basso; Quando vedi risultati: Subito, se hai una lista; Cosa misurare: Ordini per invio, disiscrizioni
  • Recensioni — Costo: Basso; Quando vedi risultati: Settimane; Cosa misurare: Tasso di conversione delle schede
  • Collaborazioni — Costo: Prodotto o compenso; Quando vedi risultati: Settimane; Cosa misurare: Ordini con il codice dedicato
  • Pubblicità a pagamento — Costo: Budget; Quando vedi risultati: Giorni; Cosa misurare: Profitto per ordine, non solo fatturato

La regola che vale per tutti: ogni canale deve essere giudicato sugli ordini e sul profitto che porta, non sulle visite.

Come ti aiuta Favenda

Favenda genera il feed per Google Merchant Center dal tuo catalogo, così i prodotti possono comparire nelle schede senza costi senza esportazioni manuali. Il piano Store include coupon, gift card e il recupero dei carrelli abbandonati, e l'email per il carrello abbandonato parte solo verso i clienti che hanno dato il consenso. Le recensioni arrivano solo da acquirenti verificati, quindi chi visita il negozio legge il parere di chi ha comprato davvero. Google Analytics 4, Google Ads e Meta Pixel si attivano solo dopo il consenso ai cookie, e per ogni ordine vedi il profitto reale, al netto di commissioni e spedizione: così capisci quale canale rende davvero. Hosting, certificato SSL, backup e aggiornamenti sono inclusi e non c'è nessuna commissione sulle vendite. Il piano Store costa 69 $ al mese (IVA esclusa); con il pagamento annuale hai due mesi gratis.

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Domande frequenti

Da dove parto con il marketing di un ecommerce nuovo?
Dai canali che costano poco e durano: schede prodotto curate, feed per le schede senza costi di Google, iscrizione alla newsletter con consenso e richiesta di recensione dopo ogni ordine. La pubblicità a pagamento viene dopo, quando conosci il profitto per ordine.

Posso mandare la newsletter a tutti i clienti che hanno comprato?
Senza consenso solo nei limiti del soft spam: prodotti tuoi analoghi a quelli acquistati, cliente informato al momento della raccolta e possibilità di opporsi in ogni email. Per tutto il resto, comprese le promozioni generali, serve il consenso.

Con un codice sconto devo mostrare il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni?
L'art. 17-bis parla di ogni annuncio di riduzione di prezzo. Se annunci un prezzo scontato su un prodotto, mostra accanto il prezzo più basso dei 30 giorni precedenti. Per codici riservati a pochi clienti o sconti che funzionano in modo diverso, chiedi a un consulente come applicare la regola al tuo caso.


Fonti: Codice del consumo, D.Lgs. 206/2005, artt. 17-bis, 22 e 23 (testi su Normattiva); Codice in materia di protezione dei dati personali, D.Lgs. 196/2003, art. 130 (testo su Normattiva). Pagine lette il 30 ottobre 2026; per il tuo caso specifico chiedi a un avvocato o a un consulente privacy.

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