Regime OSS: come funziona l'IVA quando vendi online ai clienti di altri paesi UE
· 12 min di lettura · Vendere all'estero
Risposta breve: Il regime OSS (One Stop Shop, lo sportello unico IVA) serve a chi vende beni online a consumatori privati di altri paesi dell'Unione europea. Finché le tue vendite a distanza verso gli altri paesi UE restano entro 10.000 € l'anno al netto dell'IVA, applichi l'IVA italiana. Oltre la soglia, devi applicare l'IVA del paese del cliente: invece di aprire una posizione IVA in ogni paese, ti iscrivi all'OSS presso l'Agenzia delle Entrate, presenti una sola dichiarazione ogni tre mesi e paghi tutto in Italia, che poi gira l'imposta agli altri Stati. Il regime è facoltativo, ma per un piccolo negozio è quasi sempre la strada più semplice. Il resto (prezzi, pagamenti, spedizioni per paese) si gestisce meglio con un negozio online con valuta e tariffe diverse per ogni paese.
Regime OSS: cos'è e quando si applica
L'OSS riguarda le vendite a distanza intracomunitarie di beni: merce che si trova in Italia, venduta e spedita da te (o per tuo conto) a un privato che vive in un altro paese dell'UE. È il caso tipico dell'ecommerce che spedisce un ordine a un cliente in Francia o in Germania.
Non rientrano in questo schema:
- le vendite a clienti italiani, che restano nella normale liquidazione IVA;
- le vendite ad aziende UE con partita IVA valida: sono cessioni intracomunitarie con regole proprie, da vedere con il commercialista;
- le vendite fuori dall'UE: secondo La tua Europa, a un cliente extra UE non addebiti l'IVA, ma puoi comunque detrarre l'IVA sulle spese collegate. Il pacco però passa la dogana e il paese di arrivo può applicare dazi e tasse proprie.
Il regime OSS esiste dal 1° luglio 2021 e vale in tutti i paesi dell'Unione. Se hai già aperto una partita IVA per il tuo negozio, la base fiscale la trovi nella nostra guida sulla partita iva ecommerce; qui parliamo solo di cosa cambia quando i clienti sono all'estero.
Il limite dei 10.000 euro: come si calcola
Secondo le FAQ dell'Agenzia delle Entrate, la soglia funziona così:
- È annuale e al netto dell'IVA. Conta il totale delle vendite a distanza verso privati di tutti gli altri paesi UE messi insieme, non paese per paese. Le vendite in Italia non entrano nel conto.
- Guarda a due anni. L'IVA italiana si applica solo se la soglia non è stata superata nell'anno precedente e finché non viene superata nell'anno in corso.
- Il superamento è immediato. Se superi i 10.000 € durante l'anno, le vendite già fatte restano con l'IVA italiana; dalla vendita che fa superare la soglia in poi, si applica l'IVA del paese del cliente.
- Vale solo se sei stabilito in un solo paese. Se hai una stabile organizzazione anche in un altro Stato UE, la soglia non si applica.
Puoi anche decidere di applicare subito l'IVA del paese del cliente, senza aspettare la soglia: l'Agenzia lo prevede espressamente.
Esempio (ipotesi, numeri inventati). Nel 2025 hai venduto a privati francesi e tedeschi per 9.000 € netti in tutto: sotto soglia. Nel 2026, a fine settembre, sei a 9.500 €. A ottobre arriva un ordine da 800 € netti da un cliente austriaco: con quell'ordine superi i 10.000 €. Quell'ordine e tutti i successivi verso altri paesi UE vanno con l'IVA del paese del cliente (in Austria l'aliquota ordinaria è del 20%), e lo stesso vale per tutto il 2027, perché la soglia è stata superata nell'anno precedente.
Prezzi e aliquote: cosa cambia per il cliente estero
Sopra soglia, ogni paese ha la sua aliquota. Le aliquote ordinarie pubblicate dalla Commissione europea (verificate a luglio 2026) sono, per esempio: Italia 22%, Germania 19%, Francia 20%, Austria 20%, Spagna 21%. Molti prodotti godono di aliquote ridotte diverse da paese a paese: controlla sempre quella del tuo prodotto prima di vendere.
Due conseguenze pratiche:
- Il prezzo IVA inclusa non può essere lo stesso ovunque senza toccare il margine. Un prodotto venduto a 122 € IVA inclusa vale 100 € netti in Italia. Se tieni 122 € anche per un cliente tedesco (19%), incassi circa 102,52 € netti; per un cliente francese (20%) circa 101,67 €. Puoi tenere un prezzo unico e accettare margini diversi, o fissare un prezzo per paese.
- Anche la spedizione paga l'IVA del cliente. L'Agenzia chiarisce che le spese di spedizione addebitate al privato fanno parte della base imponibile: tutto quello che fai pagare al cliente va con l'IVA del suo paese.
Come iscriversi all'OSS
Se la tua attività è stabilita in Italia, l'iscrizione al regime OSS UE si fa presso l'Agenzia delle Entrate, nell'area riservata, sezione "Regimi IVA mini One Stop Shop, One Stop Shop e Import One Stop Shop". Non ricevi un nuovo numero: usi la tua partita IVA italiana.
Tre cose da sapere prima:
- Lo fai tu, non un intermediario. Per l'OSS l'Agenzia indica che registrazione, dichiarazioni e versamenti vanno fatti direttamente con le credenziali Entratel del soggetto che usa il regime.
- La data di inizio. Secondo il portale OSS della Commissione europea, l'iscrizione vale dal primo giorno del trimestre successivo alla richiesta. Se hai già fatto una vendita che rientra nel regime, puoi partire da quella data, a condizione di comunicarlo entro il 10 del mese successivo; se manchi il termine, dovresti registrarti ai fini IVA direttamente nei paesi dei clienti.
- O tutto o niente. Una volta iscritto, devi dichiarare nell'OSS tutte le vendite che rientrano nel regime: non puoi tenerne alcune fuori e dichiararle altrove.
Dichiarazione e versamento: le scadenze
La dichiarazione IVA OSS è trimestrale e si invia dal Portale Oss. Le scadenze, secondo l'Agenzia delle Entrate:
- Gennaio–marzo — 30 aprile
- Aprile–giugno — 31 luglio
- Luglio–settembre — 31 ottobre
- Ottobre–dicembre — 31 gennaio
Nella dichiarazione indichi le vendite divise per paese del cliente e per aliquota (ordinaria o ridotta). Se in un trimestre non hai venduto nulla nell'UE, la dichiarazione va presentata lo stesso, a zero.
Il versamento si fa in euro, entro la stessa scadenza: per l'OSS UE con addebito su un conto aperto presso una banca italiana convenzionata, richiesto dal Portale Oss per ogni singolo pagamento. Non si paga con l'F24 e non puoi compensare con crediti d'imposta. Ogni dichiarazione ha un numero di riferimento unico che deve accompagnare il pagamento.
Un dettaglio che sorprende molti: nella dichiarazione OSS non si detrae nulla. L'IVA sui tuoi acquisti continua a recuperarla nella dichiarazione IVA italiana.
Fatture, spedizioni e pagamenti dall'estero
- Fatture. Se emetti fattura a un privato di un altro paese UE, i dati dell'operazione passano dal Sistema di Interscambio, come per le fatture elettroniche: lo ricorda l'Agenzia nelle FAQ. Chiedi al commercialista come impostare la numerazione e la registrazione delle vendite OSS.
- Spedizioni. Dentro l'UE non c'è dogana, ma tariffe e tempi cambiano da paese a paese; fuori dall'UE serve la fattura commerciale e va deciso chi paga dazi e tasse all'arrivo. Ne parliamo nella guida alle spedizioni ecommerce.
- Pagamenti. Il cliente estero si aspetta il suo metodo di pagamento e, fuori dall'area euro, la sua valuta. Controlla nel listino del tuo fornitore quanto costano le carte estere e mettilo nel prezzo.
Gli errori più comuni
- Contare la soglia paese per paese. I 10.000 € sono un totale unico per tutta l'UE.
- Dimenticare l'anno successivo. Se superi la soglia nel 2026, il 2027 parte già con l'IVA del paese del cliente.
- Mettere solo il prodotto con l'IVA estera. Anche la spedizione addebitata al cliente segue la sua aliquota.
- Saltare le dichiarazioni a zero. Iscritto all'OSS significa una dichiarazione ogni trimestre, anche senza vendite.
- Pagare con l'F24. Per l'OSS non si può: si paga dal Portale Oss, in euro, con il numero di riferimento.
Come ti aiuta Favenda
In Favenda ogni regione di vendita ha la sua valuta, i suoi metodi di pagamento, le sue tariffe di spedizione e la sua regola DAP o DDP: puoi aprire la Francia o la Germania con prezzi e consegne pensati per quel paese, invece di un'unica tariffa "estero". Con DHL Express, UPS e FedEx l'integrazione stampa l'etichetta, prepara la fattura commerciale per le spedizioni extra UE e invia il tracking al cliente in automatico. Al checkout il cliente paga con carta sulla pagina 3D Secure del fornitore, con bonifico o in contrassegno. Per ogni ordine vedi il profitto reale, al netto di commissioni e spedizione, e capisci subito se un paese resta conveniente. Il calcolo dell'IVA OSS e la dichiarazione restano a te e al tuo commercialista. Il piano Store costa 69 $ al mese (IVA esclusa); con il pagamento annuale hai due mesi gratis.
Domande frequenti
Il regime OSS è obbligatorio?
No, è un regime facoltativo. Ma sopra i 10.000 € di vendite a distanza nell'UE devi comunque applicare l'IVA del paese del cliente: senza OSS dovresti aprire una posizione IVA in ciascuno di quei paesi. Per un piccolo ecommerce, l'OSS è quasi sempre più semplice.
Sono in regime forfettario: cosa succede se supero i 10.000 €?
È un caso delicato, perché il forfettario non applica l'IVA sulle vendite in Italia. Prima di superare la soglia, parlane con il tuo commercialista per capire come gestire le vendite verso gli altri paesi UE.
Se vendo a un'azienda tedesca uso l'OSS?
No. L'OSS riguarda le vendite a privati. Se il cliente è un'impresa con partita IVA UE valida, si tratta di una cessione intracomunitaria, che segue regole diverse: verifica il numero del cliente e chiedi al commercialista come fatturare.
Fonti: Agenzia delle Entrate, "Risposte alle domande più frequenti OSS", "Chi può accedere al regime OSS UE", "Dichiarazione Iva Oss" e "Versamento Iva OSS"; Commissione europea, portale VAT One Stop Shop ("Register to OSS", "Declare and pay OSS"); La tua Europa, "Norme e aliquote IVA" e "Aliquote IVA transfrontaliere in Europa". Pagine lette il 24 ottobre 2026; per il tuo caso specifico chiedi a un commercialista.